{"id":166,"date":"2013-01-15T22:37:49","date_gmt":"2013-01-15T22:37:49","guid":{"rendered":"http:\/\/matematica.cyon.site\/rubennotari.ch\/?p=166"},"modified":"2018-10-17T22:40:22","modified_gmt":"2018-10-17T22:40:22","slug":"politici-docenti-e-visioni-sulla-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rubennotari.ch\/index.php\/2013\/01\/15\/politici-docenti-e-visioni-sulla-scuola\/","title":{"rendered":"Politici, docenti e visioni sulla scuola"},"content":{"rendered":"<p>Qualche tempo fa il deputato Claudio Franscella ha pubblicato alcune proposte per investire meglio nella scuola ticinese. Vorrei riprendere e commentare tre di queste dalla mia prospettiva di docente di scuola media.<\/p>\n<p>Una prima proposta suggeriva risparmiare sulle fotocopie. In concreto al posto di distribuire i propri materiali didattici fotocopiati, gli insegnanti dovrebbero far ricorso a un libro di testo preparato da un apposito gruppo di esperti e docenti.<\/p>\n<p>Vorrei obiettare a quest&#8217;idea in due modi: la scuola ticinese ha il grande pregio di permettere al docente la libert\u00e0 didattica, di perseguire quindi gli obiettivi disciplinari secondo le modalit\u00e0 che ritiene pi\u00f9 efficaci. Obbligare i docenti ad assumere dei testi preconfezionati li priva in gran parte di questa componente, che \u00e8 una delle pi\u00f9 belle per un insegnante. Questo cambiamento avrebbe quindi l&#8217;effetto di rendere meno appassionante e ricca la professione.<\/p>\n<p>La seconda obiezione \u00e8 di ordine economico, in quanto non vedo vantaggi ma piuttosto ulteriori spese: un libro di testo verrebbe comunque a costare almeno tra i 10 e i 20 Fr; con questi soldi si possono fotocopiare tranquillamente 100-200 schede, pi\u00f9 che sufficienti a coprire il programma annuale.<\/p>\n<p>Un testo di riferimento potrebbe per\u00f2 comunque rivelarsi un supporto utile, soprattutto per chi \u00e8 alle prime armi e si ritrova spesso con un enorme carico di lavoro e pochi riferimenti validi.<\/p>\n<p>Franscella suggeriva poi di dare pi\u00f9 autonomia finanziaria alle sedi. Quest&#8217;idea la trovo molto opportuna e invito i politici ad attuarla al pi\u00f9 presto. \u00c8 assurdo che una scuola media debba riconsegnare parte del suo budget se non riesce a investirlo nell&#8217;anno corrente. Pi\u00f9 autonomia significa pi\u00f9 diversit\u00e0, pi\u00f9 idee, pi\u00f9 creativit\u00e0, pi\u00f9 innovazione.<\/p>\n<p>A questo aggiungerei inoltre una tantum di 100-200&#8217;000 Fr per istituto scolastico, per sostituire le fatiscenti aule docenti con degli spazi pi\u00f9 adeguati, dignitosi e attrezzati. Servono spazi distinti: uno di ristoro\/relax e un altro di lavoro.<\/p>\n<p>In questo modo i docenti saranno molto pi\u00f9 propensi a restare in sede nelle ore libere tra una lezione e l&#8217;altra. Maggior presenza in sede significa pi\u00f9 scambio, pi\u00f9 dibattito e indirettamente pi\u00f9 innovazione e qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Franscella metteva poi in dubbio la recente proposta del governo di ridurre il numero massimo di allievi per classe da 25 a 22.<\/p>\n<p>Come docente ho accolto invece questa proposta con grande entusiasmo e con la convinzione che possa davvero dare un impulso significativo alla qualit\u00e0 della nostra scuola. Questo per diversi motivi.<\/p>\n<p>Da una parte l&#8217;accentuazione dell&#8217;elemento competitivo nella societ\u00e0 ha creato una pi\u00f9 acuta marginalizzazione, che si traduce con un maggior numero di casi di allievi problematici a scuola. Nonostante le valide misure accompagnatorie noi docenti dobbiamo (e soprattutto vogliamo) tenere in classe e integrare questi allievi. Per quanto possiamo comprenderli e voler loro bene \u00e8 innegabile che ci costano molte e molte energie. Un minor numero di allievi per classe verrebbe quindi anche in parte a compensare questo incremento del carico di lavoro causato dall\u2019involuzione sociale.<\/p>\n<p>Meno allievi significa anche poter maggiormente mettere in pratica la tanto sbandierata (ma poco implementata) differenziazione pedagogica. Differenziare significa potersi chinare un po&#8217; di pi\u00f9 sul singolo allievo, capirne le qualit\u00e0 e i limiti e proporgli un lavoro maggiormente adatto al proprio livello di apprendimento. In questo modo gli si offre una reale possibilit\u00e0 di apprendere.<\/p>\n<p>Concludo invitando i colleghi docenti a esternare maggiormente le loro opinioni sui media, in modo che i politici possano farsi una visione pi\u00f9 ampia, precisa e meno preconcetta della realt\u00e0 scolastica.<\/p>\n<p>Ai politici invece l&#8217;invito ad ascoltare chi la scuola la vive, e a credere fino in fondo che la scuola \u00e8 uno degli investimenti migliori per il nostro cantone.<\/p>\n<p>(<a href=\"https:\/\/www.tio.ch\/rubriche\/ospite\/716633\/politici--docenti-e-visioni-sulla-scuola?fbclid=IwAR08sJw7FbANW2HTY91oLtmvtGxCSE_OYYHQuQjcPgpxOTYi6mzCuF_yQ-U\">articolo originariamente pubblicato su tio.ch<\/a>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche tempo fa il deputato Claudio Franscella ha pubblicato alcune proposte per investire meglio nella scuola ticinese. 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